⛪ ANTICO CHIOSTRO BENEDETTINO
Le origini del 585 d.C. • Conclusione
Vi trovate ora nell'antico chiostro benedettino, un'area che è stata completamente recuperata durante i lavori di ristrutturazione conclusi negli anni 90. Questo spazio risale con ogni probabilità al periodo più antico del monastero e fungeva probabilmente da noviziato per i giovani monaci. Le colonne che vedete sono realizzate in pietra rosa del Rosaro Avesa, un materiale tipico delle costruzioni veronesi di pregio.
Al centro del cortiletto potete notare una vasca formata da un unico blocco di pietra. Secondo la tradizione, era utilizzata dai monaci olivetani per la conservazione del sale, bene preziosissimo in epoca medievale. La statua della Madonna fu scolpita nel 1903 da un unico blocco di pietra veronese.
Originariamente era collocata nella nicchia del muro esterno, all'angolo dell'edificio su via Santa Maria in Organo, ma per preservarla è stata spostata qui, dove continua a vegliare su questo spazio di pace.
Questo monastero ha una storia straordinaria. Fondato nel 585 d.C. durante il regno dei Longobardi, il duca Lupone e sua moglie Ermelinda affidarono all'abate Feroce il compito di costruire questo monastero con annessa chiesa.
Per quasi nove secoli, dal 585 al 1423, i Benedettini Neri, così chiamati per il colore del loro abito, vissero e pregarono in questi spazi, seguendo la regola di San Benedetto:
"Ora et labora" - Prega e lavora
Nel XIV secolo, il monastero attraversò un periodo di crisi. Nel 1282, i monaci si erano ridotti a soli due.
Nel 1423 l'abbazia venne affidata a un abate laico, e nel 1444, per concessione di Papa Eugenio IV, vi entrarono i Benedettini Bianchi, meglio conosciuti come Olivetani. Sotto la guida del padre Bernardo Scappi, che divenne abate il 20 novembre 1444, iniziò una nuova era per il monastero.
Gli Olivetani erano famosi per il loro amore per l'arte e la cultura, favorendo il sorgere di una fiorente scuola di miniatori e lavoratori del legno.
Questo chiostro fu testimone di secoli di preghiera monastica prima di diventare il punto di partenza di un'impresa missionaria mondiale. Le pietre antiche che sentirono il canto gregoriano ora risuonano delle preghiere delle missionarie che si preparano a servire i più abbandonati.
Qui, in questo spazio dove il tempo sembra sospeso, la tradizione contemplativa del monachesimo incontra la missione attiva dell'evangelizzazione, creando una sintesi perfetta di preghiera e azione che caratterizza la spiritualità comboniana.
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