🚪 IL PORTONE
Dalle Origini a Comboni
Benvenuti a Casa Madre delle Suore Missionarie Comboniane. Vi trovate davanti a questo imponente portone costruito nel XIX secolo, quando Verona era divisa tra francesi e austriaci. Il portone è di fattura austro-ungarica e reca sul frontale lo stemma dei Benedettini Olivetani: tre monti con una croce e delle palme.
La particolarità che forse non immaginate è che questo portone si trova esattamente sul tracciato dell'antichissima strada romana Postumia, che attraversava il giardino di questa proprietà e conduceva fino ad Aquileia. Varcando questa soglia, state ripercorrendo i passi di viandanti romani, pellegrini medievali, monaci benedettini e, infine, missionarie dirette verso terre lontane.
Il nome "in Organo" non deriva, come si potrebbe pensare, dallo strumento musicale. Si riferisce probabilmente a una macchina idrovora per il sollevamento dell'acqua di irrigazione, posta su un ramo dell'Adige che scorreva proprio qui davanti. L'Adige un tempo scorreva diviso in due rami in questa zona, che si ricongiungevano all'altezza di Ponte Navi.
Nel 1807, un cambiamento drastico interruppe la vita monastica in questo luogo: Napoleone Bonaparte emanò un decreto di soppressione dei monasteri. Gli Olivetani furono costretti a lasciare Santa Maria in Organo e il monastero fu trasformato in presidio militare.
Dopo il periodo napoleonico, l'edificio passò attraverso diversi proprietari, fino a diventare proprietà di Maria Maddalena Laura Astori, superiora dell'Istituto delle Suore Benedettine. Fu proprio da lei che Daniele Comboni acquistò l'edificio.
Il 23 agosto 1872, un atto notarile firmato dal notaio Teodoro Ravignani sancì il passaggio di proprietà. Fu un acquisto strategico: Comboni lo fece a titolo personale per evitare che l'edificio potesse essere colpito dalle leggi di soppressione degli ordini religiosi.
Il 14 settembre 1872, festa dell'Esaltazione della Santa Croce, le prime tre postulanti dell'Istituto delle Pie Madri della Nigrizia - Marietta Caspi, Virginia Scandola e Teresa Caviola - fecero il loro ingresso in questa casa, accompagnate dallo stesso fondatore.
Da quel giorno, queste mura che per secoli avevano custodito la preghiera contemplativa dei monaci, divennero il punto di partenza di un'opera missionaria mondiale.
Ora iniziamo il nostro viaggio attraverso questi spazi carichi di storia e spiritualità.
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