- Madre Carla Troensi convoca Sr. Adelina Bortolotti: “Ti mando in Brasile. Propaganda Fide ci chiede di aprire una missione tra i poveri del Nordeste”.
Adelina ascolta incredula. Lei è comboniana. Comboni fondò l’istituto per l’Africa Centrale. Il Brasile non è Africa. È un tradimento del carisma.
Ma Madre Carla insiste: “Comboni non andò in Africa per capriccio geografico. Andò perché Propaganda Fide glielo chiese. Il suo carisma era l’obbedienza missionaria. Ora Propaganda Fide ci chiama in Brasile. Andiamo”.
Adelina parte con altre due sorelle. Arrivano a Recife, nel Nordeste brasiliano. Trovano povertà spaventosa. Favelas di baracche, bambini denutriti, donne sole con dieci figli, assenza totale di servizi sanitari ed educativi.
Adelina comincia a lavorare. Apre un ambulatorio in una favela. Le donne brasiliane arrivano timide. Adelina non parla bene portoghese, ma sorride. E comincia a curare.
Un giorno, una donna le chiede: “Sorella, voi siete quelle dell’Africa, vero? Perché siete venute qui?”. Adelina risponde: “Siamo venute perché qui c’è bisogno. L’Africa è dove ci sono gli ultimi”.
La donna la guarda perplessa. Poi dice qualcosa che Adelina non dimenticherà mai: “Allora l’Africa è anche qui. Noi siamo l’Africa del Brasile”.
Adelina capisce in quel momento che Madre Carla aveva ragione. Il carisma non è geografia. È scelta di campo. È stare con chi nessuno sceglie. E in quella favela di Recife c’erano persone che nessuno sceglieva.
Negli anni successivi, Adelina apre scuole, ambulatori, centri per donne. Forma leader comunitarie. Accompagna le prime comunità ecclesiali di base che nasceranno negli anni Sessanta.
Nel 1968, quando torna in Italia per un periodo di riposo, alcuni missionari comboniani vecchia guardia la criticano: “Tu non sei vera comboniana. Comboni voleva l’Africa”. Adelina risponde con calma: “Io sto facendo esattamente quello che Comboni faceva: evangelizzare gli ultimi. Se gli ultimi oggi sono in Brasile, vado in Brasile”.
Adelina Bortolotti morì in Brasile nel 1998. Quarantatré anni di missione nel Nordeste. Al suo funerale, centinaia di donne delle favelas vennero a piangere “Irmã Adelina”. Una di loro disse al giornalista locale: “Lei ci ha insegnato che anche noi abbiamo dignità. Che anche noi siamo figlie di Dio”.
Il giornalista chiese: “Ma lei non era missionaria per l’Africa?”. La donna rispose: “Noi siamo l’Africa che l’Italia non vuole vedere”.
E tu? Hai il coraggio di tradire la “lettera” della tua vocazione per essere fedele allo “spirito”? O preferisci restare nel recinto geografico sicuro anche quando la chiamata ti porta altrove?
Fonte: Podcast Storia SMC






