Nel registro dell’Istituto degli Esposti di Verona, accanto al nome “Maria Caspi” c’è uno spazio vuoto. Nessun segno di riconoscimento, nessuna indicazione. La neonata era stata deposta nella ruota, qualcuno aveva suonato il campanello, e poi era scomparso per sempre.
Maria non sarebbe mai stata accettata in un istituto religioso. Il diritto canonico era chiaro: i figli illegittimi potevano entrare solo come conversi o fratelli laici, mai come membri a pieno titolo. Quindi la vita religiosa, per lei, era preclusa. Almeno fino a quando non incontrò Daniele Comboni.
Comboni aveva un occhio esperto per le vocazioni, ma soprattutto aveva uno sguardo che vedeva oltre le categorie giuridiche. Quando il parroco gli parlò di questa giovane domestica di diciannove anni che sognava la vita religiosa, Comboni non chiese il certificato di nascita. Chiese: “È affidabile? La vocazione è autentica?”. Il parroco disse di sì.
E Comboni decise. Legittima o illegitima, Maria sarebbe stata la sua primogenita. Il 31 dicembre 1871, accompagnò personalmente Maria Caspi a Montorio Veronese, dove stava per nascere – ancora senza autorizzazione canonica ufficiale – la congregazione delle Pie Madri della Nigrizia. Maria fu l’unica presente quel giorno. La prima.
Quando a metà gennaio 1872 arrivò la formatrice Pia Galli, trovò questa giovane donna che già pregava, lavorava, aspettava. Il 8 dicembre 1874, Maria Caspi fu tra le otto novizie che ricevettero l’abito religioso. E il 15 ottobre 1876 fu la prima – letteralmente la prima – a pronunciare i voti nelle mani di Daniele Comboni.
È ricordata come “Pia Madre della Nigrizia numero uno”. Non per un vezzo burocratico, ma perché davvero fu la prima. La figlia di nessuno divenne la primogenita di una famiglia che oggi conta migliaia di sorelle in quattro continenti.
A volte le grandi storie della Chiesa iniziano proprio così: con qualcuno che decide di guardare oltre i registri e vedere la persona. Comboni non chiese a Maria chi fosse suo padre. Le disse: “Tuo Padre è in cielo. E io ti accompagno verso di Lui”.
Fonte: AMN,10, A/1






