- La Mahdia tiene prigionieri i missionari da due anni. A Dongola – al confine tra Egitto e Sudan – c’è un uomo che segue gli eventi con angoscia: Licurgo Santoni.
Licurgo è ebreo. È nato in Egitto da famiglia ebrea italiana. È cresciuto in Egitto. Conosce perfettamente l’arabo, i costumi locali, il funzionamento delle comunicazioni. È diventato direttore generale del servizio postale anglo-egiziano in Sudan. Conosce tutti i corrieri, tutte le rotte, tutti i passaggi segreti.
Ma soprattutto, Licurgo è amico di Padre Luigi Bonomi. Un’amicizia improbabile: l’ebreo e il missionario cattolico. Ma vera. Profonda. Licurgo ammira enormemente Padre Bonomi. Lo considera un uomo giusto, un vero servo di Dio.
Quando nel 1884 arriva a Dongola Padre Domenico Vicentini – mandato da Monsignor Sogaro per tentare la liberazione dei prigionieri – Licurgo lo accoglie immediatamente. “Cosa posso fare?”. Vicentini spiega: bisogna trovare un corriere fidato che porti messaggi e soldi ai prigionieri. Poi organizzare la liberazione.
Licurgo trova il corriere. Lo paga profumatamente (Sogaro ha autorizzato: “Non risparmiate denaro se si tratta di liberare i prigionieri”). Il corriere parte nel novembre 1884. Arriva a Khartoum. Riesce a contattare Teresa Grigolini. Prende la lettera con le istruzioni: servono 16 cammelli carichi di mercanzia per la fuga.
Ma il corriere viene arrestato durante la caduta di Khartoum (gennaio 1885). Passa un mese in carcere. Viene liberato per mancanza di prove. Torna a Dongola con la lettera di Teresa.
Padre Vicentini non c’è più: con la caduta di Khartoum, tutti gli europei sono stati evacuati dall’Inghilterra. Ma c’è ancora Licurgo Santoni. Licurgo legge la lettera. Capisce che servono 16 cammelli per liberare tutte le suore. Ma capisce anche che Padre Bonomi è a El Obeid, non a Ondurman dove sono le suore.
Licurgo prende una decisione autonoma. Organizza solo la liberazione di Bonomi. Perché? Perché è suo amico. Perché “se devo scegliere chi salvare per primo, salvo lui”. E perché portare fuori un uomo dal deserto è più facile che portarne fuori dodici persone.
Licurgo contatta personalmente un corriere di massima fiducia. Gli spiega la missione: andare a El Obeid, contattare Padre Bonomi, organizzare la fuga. Gli dà denaro, istruzioni precise, lettere. E gli dice: “Se ci riesci, raddoppio la paga”.
Il corriere parte. Arriva a El Obeid. Contatta Bonomi in segreto. Una notte, Bonomi fugge. Il viaggio nel deserto dura settimane. È pericolosissimo. Ma finalmente, nell’autunno del 1885, Padre Luigi Bonomi arriva a Dongola.
Licurgo Santoni lo aspetta. Quando lo vede arrivare – magro, consumato, ma vivo – gli va incontro. Si abbracciano. L’ebreo e il missionario cattolico. L’amico che ha salvato l’amico.
Negli anni successivi, Licurgo andrà in pensione in Italia. Scriverà le sue memorie su quel periodo in Sudan. E dedicherà pagine commosse a Padre Bonomi, raccontando anche dettagli del suo martirio che altrimenti sarebbero andati perduti.
Ma soprattutto, Licurgo testimonierà una verità: l’amicizia non ha confini religiosi. Un ebreo può amare un cristiano. E può rischiare tutto per salvarlo. Perché l’amicizia è più forte delle etichette.
E tu? Hai amici che appartengono a fedi diverse dalla tua? E saresti disposto a rischiare qualcosa di concreto per salvarli, o la tua “apertura interreligiosa” si ferma al dialogo educato?
Fonte: Podcast Storia SMC






