Faustina Stampais ricevette la prima lettera del cugino Daniele nell’estate del 1868. Non si conoscevano personalmente. Lui era il missionario di cui tutta Limone sul Garda parlava, lei una giovane che sentiva l’inquietudine della vocazione religiosa.
Daniele non perse tempo. Otto giorni dopo, mandò una seconda lettera al padre: “Manda anche questa a Faustina, con una copia del mio Piano per l’Africa e una mia fotografia”. Voleva che la cugina capisse cosa significava missione.
A ottobre del 1868, Comboni tornò in Italia. Aveva appena subito un colpo durissimo: l’Opera del Buon Pastore era stata bloccata da Propaganda Fide su pressione dell’Opera francese della Propagazione della Fede. Il suo grande piano missionario sembrava crollato. Ma Comboni non si arrese. Preparò una nuova spedizione per il Cairo. Aveva bisogno di collaboratori fidati.
Invitò Faustina a Verona per “conoscere l’Istituto Mazza”. Lei salutò la matrigna dicendo che sarebbe stata via uno o due giorni. Arrivò a Verona. Vide la spedizione che si stava preparando. E Daniele le propose: “Vieni in Africa. Adesso”.
Faustina obiettò: “Ma io pensavo di farmi suora”. La risposta di Comboni rivela la sua scala di valori: “Prima viene la missione, poi viene il resto. In Africa ci sono le suore, ma ancora non esistono. Esisteranno. Ma tu sei qui adesso, e l’Africa c’è adesso. Quindi non perdiamo tempo. Vieni”.
Faustina partì. Senza bagaglio. Senza una risorsa finanziaria. Senza protezione canonica – non era suora, non apparteneva ad alcuna congregazione. Solo l’amicizia del cugino.
Quando Luigi Comboni, il padre di Daniele, seppe che erano partiti entrambi, scrisse una lettera furiosa: “Ma tu non hai testa? Porti una ragazza che non è suora, che non ha congregazione alle spalle. Dove sei andato così allo sbaraglio?”. Non abbiamo la risposta di Daniele, ma abbiamo la lettera successiva del padre: “Scusami, non avevo capito. Ora vi do la mia benedizione. Ma scrivetemi spesso, tutti. Voglio sentirvi vicini”.
Faustina rimase in Africa cinque anni, lavorando nell’Opera del Cordofano – il riscatto delle bambine schiave. Cadde due volte dal cammello, subì insolazioni, si ammalò gravemente. Ma non tornò indietro. Rientrò in Italia solo nel 1875, su ordine di Comboni che la voleva curare. E nel 1876, appena ristabilita, entrò ufficialmente nella congregazione nascente. Fece la professione e ripartì per l’Africa.
Faustina insegna qualcosa di radicale: a volte la vocazione chiede di partire prima di avere tutte le sicurezze. Prima del bagaglio. Prima delle garanzie canoniche. Prima della chiarezza sul domani.
E tu? Cosa stai aspettando di avere “in ordine” prima di rispondere a quella chiamata che senti? E se fosse proprio il partire senza bagaglio la risposta giusta?
Fonte: AMN,8






