Dicembre 1914. Pia Marani ha trentanove anni quando sale sul treno da Verona. Destinazione: Asmara, Eritrea. Ospedale coloniale italiano. Non è quello che aveva sognato.
Pia è veronese. Ha ascoltato Monsignor Comboni predicare nella sua parrocchia. Ha sognato per anni il Sud Sudan, i villaggi sul Nilo Bianco, l’evangelizzazione delle tribù. Ha fatto il noviziato. L’hanno mandata al Cairo, a lavorare in ospedale. Ma sempre con un pensiero fisso: prima o poi mi manderanno in missione vera, in Africa Centrale.
E invece no. Asmara. Territorio italiano. Un ospedale per soldati e funzionari coloniali.
Nelle lettere alla sorella Adelaide – che entrerà anche lei tra le Pie Madri – Pia non nasconde la delusione. “Non è l’Africa di Comboni. Non è missione, è assistenza sanitaria in territorio italiano”.
I primi mesi sono duri. Lavora con dedizione – è un’infermiera preparata – ma il cuore è altrove. Finché un giorno, forse durante una passeggiata fuori dall’ospedale, Pia vede.
Vede la periferia di Asmara. I gruppi umani che vivono in baracche. I bambini meticci – figli di soldati italiani e donne locali – rifiutati da entrambe le comunità. Troppo africani per gli italiani, troppo italiani per gli eritrei. Abbandonati.
Vede anziani malati che nessuno cura. Donne che partoriscono senza aiuto. Fame, malattia, abbandono. E capisce.
La missione non è un fattore geografico. Non è “stare in Sud Sudan” per definizione. La missione è antropologica: ovunque c’è un gruppo umano che soffre e chiede la Buona Notizia, lì c’è missione.
Da quel momento, Pia cambia. Non protesta più. Si dedica totalmente a quella periferia dimenticata. Con le poche risorse che ha, organizza assistenza. Scrive a Madre Costanza. Chiede aiuto. Cerca benefattori.
Nasce così, gradualmente, la Casa Comboni di Asmara. Un’opera che ancora oggi esiste. Un luogo dove i “figli di nessuno” trovano casa, cura, educazione, dignità.
Anni dopo, Pia raccontava alle giovani suore: “Ho imparato che il carisma non è un luogo. È uno sguardo. Comboni è andato dove Propaganda Fide lo mandava, e lì ha visto con occhi nuovi. Io ho fatto lo stesso. Ho visto Asmara con gli occhi di Comboni. E Asmara è diventata Africa”.
Pia Marani morì ad Asmara, nella sua Casa Comboni, circondata da quei bambini che il mondo rifiutava. Sulla parete della sua camera, un’unica immagine: Monsignor Comboni.
E tu? Stai aspettando la “missione geografica” giusta mentre ignori la “missione antropologica” che hai sotto casa? Dove si trova la tua Asmara?
AMN, 29 – S/3






